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Yoga Somatico

Lo Yoga come te

13 Ottobre 2026

A cosa serve meditare?

scritta mindfulness

Se ti sei mai chiesto cos’è (davvero) la meditazione e come si fa a iniziare, questo articolo è per te.

La meditazione è stata a lungo percepita come qualcosa di lontano dalla nostra cultura, ma ultimamente se ne sente parlare spesso anche da psicologi (con il termine “mindfulness“) e il termine è entrato a far parte del nostro vocabolario senza sembrare più tanto strano.

Molte persone hanno iniziato quindi a incuriosirsi verso questa “pratica”, a chiedersi come iniziare a meditare, cosa aspettarsi durante un percorso del genere e quali potrebbero essere benefici o controindicazioni. 

Provo a rispondere a tutte queste domande.

In principio era la Mente contro il Corpo

Per anni nel mondo occidentale è stata valorizzata l’intelligenza intesa come insieme di capacità analitiche e razionali, contrapposta all’intelligenza corporea, che veniva vista come grezza, istintiva, poco evoluta.

In questo percorso hanno pesato anche i condizionamenti culturali e religiosi, che sulla dicotomia corpo-mente hanno sempre privilegiato la Mente.

Ultimamente stiamo assistendo quasi ad una inversione di tendenza, con tutti gli studi sullo stress e sul trauma che hanno riconsiderato l’importanza della componente corporea per il benessere delle persone.

La Mente adesso sembra diventata il nemico da combattere: troppi pensieri, troppe preoccupazioni, ansia, dubbi, paure.  Siamo passati dal vivere tanto tempo nella nostra Mente a cercare di evitarla a tutti i costi.

Tutto quello che può spostarci da questo “posto scomodo” diventa preferibile: chi si butta sul lavoro, chi si tiene sempre in movimento, chi cerca continuamente la compagnia di altre persone, oppure al contrario chi mantiene tutto e tutti fuori da sé, alienandosi con videogiochi, TV e scrolling compulsivo.

Il risultato è un circolo vizioso, in cui più evitiamo di guardare alla nostra Mente e più iniziamo a temere quello che contiene.

È impossibile evitare la Mente

La Mente non va evitata – anche perché è impossibile – ma conosciuta. 

È come un contenitore, in cui ritroviamo quello che abbiamo messo (o che “ci” hanno messo). Riuscire a guardarla significa riuscire a fare ordine, sapere dove si trova ogni cosa quando ne abbiamo bisogno e cosa invece possiamo lasciare andare perché non ci è utile.

L’obiettivo non è diventare Buddha

La Meditazione è un modo per fare ordine in quello che già c’è.
L’obiettivo non è diventare Buddha. 
L’obiettivo è riuscire a creare uno spazio in cui poter far convivere e dialogare tutte le parti di noi: pensieri, emozioni, sensazioni fisiche. 
Un piccolo spazietto di consapevolezza e presenza mentale in cui ci muoviamo a nostro agio, come una stanza che conosciamo bene e in cui possiamo quindi sentirci al sicuro, senza timori di mostri che sbucano a sorpresa da sotto al letto.

La meditazione è un percorso, non una magia

Quindi cosa bisogna fare quando si medita? A cosa bisogna pensare? Quanto tempo si deve meditare al giorno per iniziare ad avere benefici?

Queste sono tutte domande che trovano una risposta da sé nel momento in cui si inizia. 

La Meditazione è infatti una “pratica” – proprio come lo Yoga – il che vuol dire che non esistono ricette uguali per tutti, ma tutti trovano la propria risposta iniziando.

La prima cosa che succede quando si prova a meditare è scoprire che bisogna fermarsi. Non fermare i pensieri (quello è impossibile!) ma fermarsi ad osservarli. E già questo può essere una bella sfida se li abbiamo evitati per tanto tempo.

Ci si accorge di quanti pensieri attraversano ogni momento la nostra mente, quanto veloci si muovono, quanti di questi pensieri non vorremmo avere e invece sono presenti. Può essere un’esperienza che crea disagio. A quel punto oltre ai pensieri abbiamo anche una sensazione che non ci piace!

E che si fa adesso? Molte persone qui rinunciano, dicendo che la Meditazione non fa per loro. 

Chi sceglie di continuare potrebbe innervosirsi ogni volta che si rende conto di quello che succede nella propria mente, oppure sforzarsi ancora di più, oppure farsi prendere dalla frustrazione e dai dubbi, oppure accorgersi che c’è tristezza, stanchezza o altre emozioni difficili.

Quello di cui nessuno si accorge è che, in ognuno di questi scenari, la Meditazione è già iniziata.

Perché la Meditazione è proprio questo: fermarsi e mettersi in ascolto. Di cosa? Di noi stessi, ovviamente. Fermarsi e restare, con quello che c’è, non con quello che vorremmo ci fosse.

Dobbiamo accettare passivamente quello che si presenta alla nostra coscienza?

No. Questo è un altro equivoco su cosa vuol dire meditare: una cosa è prendere coscienza di quello che c’è, una cosa è accettarlo. Quello che la meditazione ci abitua a fare è presentarci di fronte a ciò che vediamo con “equanimità”, una parola difficile per dire che cerchiamo di coltivare uno stato d’animo che ci fa osservare tutto dalla stessa distanza, senza farci portare al largo da ciò che ci piace o farci scappare a gambe levate da ciò che non ci piace. 

Corpo, Mente e Coscienza si incontrano e osservano la stessa cosa (che sia un pensiero, o una emozione, o una sensazione fiaica) dalla stessa distanza, e ognuno ci mostra cosa vede dal suo punto di vista, per raggiungere una visione più completa.

Ed ecco che scopriamo che i confini spesso sono sfumati, che non tutto è bianco o nero, che alcune cose possono avere radici diverse da quelle che inizialmente immaginavamo. Iniziamo a porci diversamente di fronte a concetti come positivo/negativo, giusto/sbagliato, piacevole/spiacevole, perché vediamo che anche dentro di noi questi confini non sono sempre così netti e precisi.

Nel silenzio interiore si scopre che la consapevolezza è uno spazio vivo e pieno, dove anche aspetti della realtà più complessi possono trovare un posto.

Tu hai mai provato a meditare oppure ti sembra una cosa distante dalle nostre abitudini? Raccontami.


Categoria: Blog

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